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Signor Giacomo Riveritissimo. Quarantotto lettere a Giacomo Quarenghi conservate nella Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo

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Volume realizzato nel secondo centenario della morte di Giacomo Quarenghi (San Pietroburgo, 2 marzo 1817) grazie alla gentile concessione della Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo, che ha fornito copia dei manoscritti originali inediti conservati nel Fondo 977 dell'Archivio Quarenghi.
Contributo: 15,00 €
Descrizione

Ci sono studiosi che, nel corso di anni o decenni di ricerche, hanno per così dire “legato” il proprio nome a quello del personaggio o dell’argomento indagato, mediante approfondite indagini, raccolta di materiali, offerta di continui spunti di conoscenza e pubblicazione di volumi d’indubbio valore. Così è successo a Vanni Zanella, noto architetto e appassionato cultore della storia della sua città, Bergamo, e delle persone illustri che l’hanno rappresentata nei secoli. Da molti anni, infatti, egli si occupa di Giacomo Quarenghi, attraverso studi e iniziative varie, e proprio a lui, assieme a pochi altri, va ascritto il merito di aver tenuto vivo l’entusiasmo e stimolato il fervore scientifico nei confronti delle varie espressioni del grande e noto architetto di corte a San Pietroburgo. Una preziosa eredità oggi raccolta dall’Osservatorio Quarenghi, la pregevole istituzione cittadina, diretta da Piervaleriano Angelini, che fa incontrare al suo interno studiosi e istituzioni civili e culturali.
Quello di Vanni Zanella è stato un lavoro serio e silenzioso, lontano dai riflettori, ma costante e sempre in progressione, professionale; egli ha indirizzato le sue indagini soprattutto sulle fonti documentali, dove altri avevano difficoltà a cimentarsi, con riferimento in modo particolare a quelle appartenenti a giacimenti lontani e difficilmente raggiungibili; non si è mai accontentato degli scritti mediati, ma ha cercato di studiare in prima persona i documenti sui quali costruire analisi e approfondire contenuti. Soprattutto lettere e altri documenti personali che mettono in luce il vissuto del protagonista. Cosa c’è di meglio di un epistolario, per cogliere la dimensione personale e diretta di un individuo ed entrare, seppure in punta di piedi e con molta prudenza, in presa diretta con la quotidianità di gesti, azioni, relazioni, pensieri? Già nel 1967, cinquant’anni orsono, Vanni Zanella aveva pubblicato su "Bergomum" un primo studio epistolare su Giacomo Quarenghi. Inoltre, per essere più incisivo ed entrare nel contesto umano, storico e culturale del noto architetto, Vanni Zanella si è cimentato nello studio della lingua russa e ha visitato più volte i luoghi della vita e del lavoro di Quarenghi a Pietroburgo, per meglio comprendere “sul campo” le espressioni architettoniche realizzate durante gli anni più proficui della sua attività professionale. Sempre accompagnato e sostenuto, in questo percorso culturale, dalla moglie Graziella Colmuto, appassionata studiosa, con la quale ha condiviso interessi scientifici e costruito dettagliati e proficui programmi di conoscenza.
Le continue applicazioni nella dimensione quarenghiana gli hanno consentito di pubblicare un poderoso volume di lettere e altri scritti di Giacomo Quarenghi (1988), accolto in una prestigiosa collana dell’Ateneo veneto, che rappresenta ancora oggi una pietra miliare per lo studio del noto architetto bergamasco. Numerosi interventi e contributi specifici si sono poi succeduti, sia sul piano scientifico che in quello più divulgativo, sino all’offerta, a circa ventotto anni di distanza dall’epistolario del 1988, di quest’ultimo lavoro che abbiamo l’onore di presentare, anch’esso fondato sul piano della riscoperta e valorizzazione delle fonti: concerne la trascrizione e lo studio di quarantotto lettere scritte a Giacomo Quarenghi da familiari e amici, professionisti e committenti, provenienti dai vari contesti d’Europa, che per la prima volta vedono la luce. Nella nuova opera compaiono nomi di personaggi di primo piano, quali Beltramelli, Brenna, Camporesi, Reiffenstein, Mussio, Serracapriola, Selva, Rezzonico,… che Vanni Zanella ha già incontrato nell’epistolario quarenghiano pubblicato del 1988, nei confronti del quale le nuove missive si confrontano e ne costituiscono un compendio importante, per l’incrocio di date e situazioni nelle relazioni sociali di Quarenghi con le persone del suo tempo.
Il nuovo epistolario - lettere a Giacomo Quarenghi -, che per la prima volta vede la luce, trova origine nel Fondo 977 di manoscritti inediti conservati presso la Biblioteca Nazionale Russa di Pietroburgo, già conosciuto e consultato dagli studiosi, ma sinora mai trascritto e divulgato. Senza nulla togliere all’aura palladiana e neoclassica delle grandi e imponenti realizzazioni progettuali, che spicca nei palazzi imperiali e signorili non solo di Pietroburgo, per le quali Giacomo Quarenghi si è fatto conoscere dovunque e il suo nome compare nel novero dei grandi architetti dell’età contemporanea, quest’ultima raccolta di lettere apre nuovi scenari e invita il lettore ad un approccio a trecentosessanta gradi nei confronti del personaggio, per cogliere aspetti che attengono alla sua sfera personale, ancor prima che a quella tipicamente professionale (dell’architetto), e investono ambiti caratteriali, relazionali, delle frequentazioni e degli interessi salienti del famoso “emigrante” valdimagnino in terra russa.
Dalla genesi di questo lavoro alla sua conclusione è trascorso molto tempo, per una serie di concause che ne hanno ritardata la pubblicazione; già nel 2009, l’architetto Vanni Zanella aveva avviato la prima trascrizione delle lettere dalle fotocopie in suo possesso (ottenute alcuni anni prima dalla Biblioteca Nazionale Russa di Pietroburgo, durante uno dei suoi numerosi viaggi di studio). Poi, l’anno successivo, nel 2010, egli si è nuovamente recato a Pietroburgo, sempre accompagnato dalla moglie Graziella, per una prima collazione dei testi trascritti con i documenti originali. Nel frattempo il Centro Studi Valle Imagna aveva avviato una serie di contatti epistolari e telefonici con la Biblioteca Nazionale Russa di Pietroburgo per ottenere i diritti di riproduzione e pubblicazione dei documenti contenuti nel Fondo 977 del prestigioso Istituto pietroburghese. Definito l’accordo con la BNR di Pietroburgo, la pubblicazione pareva ormai prossima, ma l’epistolario subì un primo slittamento al 2012, cui ne seguirono altri negli anni successivi, a causa di circostanze avverse, che ne hanno rallentata l’edizione, non dipendenti dalla volontà né dei curatori, né del Centro Studi. Durante i numerosi incontri, succedutisi dapprima nello studio e ultimamente nell’abitazione privata dei coniugi Zanella-Colmuto, è sempre stato mantenuto alto l’interesse per la conclusione del presente studio, anzi, di più, il progetto editoriale su Quarenghi ha rafforzato anche il piano delle positive relazioni tra i curatori e il Centro Studi Valle Imagna, nella condivisione di comuni obiettivi e interessi culturali più ampi connessi ai programmi di sviluppo locale promossi dal sodalizio valligiano. Oggi, dunque, con la pubblicazione dell’epistolario, ci auguriamo che le attese di amici e studiosi siano adeguatamente ripagate, per un volume che si presenta ben strutturato, le missive postillate e corredate da apparati di inquadramento, approfondimento e di illustrazione.
Siamo lieti di presentare questo libro, nel bicentenario della morte di Giacomo Quarenghi, per i tipi della collana di studi Gente e terra d’Imagna che il nostro sodalizio culturale ha istituito nel 1996 proprio con l’intento di riscoprire e documentare la vita e il lavoro di singole persone e di gruppi familiari che attengono a questo territorio,
dedicando a ciascuna di esse specifiche monografie.
Per realizzare questo volume abbiamo contratto alcuni debiti. Innanzitutto nei confronti di Vanni Zanella e Graziella Colmuto, per le preziose competenze profuse in anni di intenso lavoro di ricerca e valorizzazione della figura e delle opere di Giacomo Quarenghi; essi hanno offerto liberamente e gratuitamente al contesto culturale bergamasco questa nuova fatica letteraria; poi nei confronti della Biblioteca Nazionale Russa di Pietroburgo, per avere messo a disposizione la documentazione epistolare contenuta nel Fondo 977 conservata nel prestigioso Istituto; infine degli studiosi M.G. Logutova e Piervaleriano Angelini, i quali hanno offerto il loro contributo scientifico nell’apparato introduttivo di questo lavoro, e Maria Chiara Pesenti per la preziosa revisione dei testi.
Antonio Carminati, Direttore del Centro Studi Valle Imagna

Pagine: 168
Luogo di edizione: Bergamo
Anno di edizione: 2017
Autore: Vanni Zanella e Graziella Colmuto Zanella