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CENTRO STUDI VALLE IMAGNA

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Prete soldato. Don Giuseppe Canova... 2 Voll.

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Don Giuseppe Canova, tenente cappellano
Quinto Reggimento Alpini, Battaglione Valcamonica
Lettere, diari e note (1883-1918)
Contributo: 30,00 €
Descrizione

La guerra di Don Giuseppe
Ricordare, a distanza di un secolo, la Grande Guerra, aldilà delle celebrazioni retoriche, richiede uno sforzo di studio e di ricerca obiettiva per riportare alla luce esperienze
di soldati, frammenti di vita in grigioverde, fatti concreti vissuti in prima persona dai protagonisti di quegli eventi, entrando quindi in presa diretta - sempre in punta di piedi e con molto rispetto - nelle vicende del loro tempo, che assumono oggi anche la funzione di preziose lezioni di storia e di vita. Nel contesto di questa ricerca, l’aspetto connesso alla conoscenza diventa propedeutico alla riscoperta dei riflessi sociali generali di quell’immane tragedia bellica d’inizio Novecento, non solo per far luce sulla comune identità locale, nazionale e continentale, ma anche per recuperare il bagaglio di valori e comportamenti universali sui quali è fondata la nostra coscienza civile, i quali attraversano orizzontalmente nazioni e schieramenti, per diventare patrimonio comune dell’umanità intera. Una lezione di storia importante, soprattutto oggi, nell’attuale contesto mondiale, in cui soffiano ancora venti di guerra. Sulla guerra del 1915-’18, in particolare, sono corsi fiumi di inchiostro e autorevoli studiosi hanno detto la loro, mettendo in evidenza, accanto a tragiche e memorabili battaglie, le scelte che hanno caratterizzato quella terribile stagione, con approfondimenti e ampie riflessioni circa le cause e le conclusioni del conflitto. Ciononostante - potrebbe sembrare strano - mentre sul piano della macro-storia le informazioni abbondano, non possiamo affermare la stessa cosa per quanto concerne le cognizioni a livello locale: sulla micro-storia dei vari territori c’è ancora molto da dire, soprattutto quando i protagonisti narranti, ossia soldati, sottufficiali e ufficiali, medici, cappellani… sono contadini, sacerdoti, studenti, operai di “casa nostra”, i quali improvvisamente “ricompaiono” dopo tanti anni, ossia ci si ripresentano dinnanzi attraverso lettere, diari, memoriali, fotografie, oggetti vari appartenenti a un periodo ormai relegato alla preistoria della modernità, apparentemente distante anni luce dalla società moderna, anche se ancora estremamente attuale. A stimolare i nostri interessi, dunque, non è più solo la guerra tra gli Stati, che rimane comunque sullo sfondo delle vicende personali dei singoli combattenti, bensì La guerra di Piero, per citare una nota canzone di De André, dove il conflitto è dichiarato e approfondito nel vissuto individuale, familiare e comunitario dei vari protagonisti coinvolti. Il punto di vista e l’esperienza del singolo combattente consente di cogliere un’infinità di informazioni connesse alla quotidianità della vita del soldato, con tutta la sua sfera spirituale.
Emergono ancora oggi - altro argomento curioso - molti documenti che pensavamo oramai perduti per sempre, connessi alla vita e all’esperienza in armi dei soldati, sepolti da decenni negli armadi della memoria di nipoti e pronipoti, per molti dei quali l’oggettistica e la corrispondenza di quel periodo, ormai lontano nel tempo, costituiscono oggi una difficile e per tratti incomprensibile eredità. Il Centro Studi Valle Imagna ha sinora pubblicato due epistolari di soldati della Grande Guerra ed ora è lieto di consegnare alla storia anche questo terzo giacimento letterario, riguardante la corrispondenza tra un prete-soldato, Don Giuseppe Canova, e i suoi familiari e confratelli. I due tomi che lo compongono contengono ben 889 brani, come altrettanti paragrafi, ciascuno dei quali riferito a una missiva o ad alcune pagine del diario personale, ripartiti in otto capitoli, i quali, a loro volta, possono essere ulteriormente suddivisi, sul piano concettuale, in due parti. La prima parte, costituita dai cinque capitoli iniziali, introduce il lettore nel contesto formativo e giovanile di Don Giuseppe, diligente alunno del Seminario vescovile di Bergamo e poi sacerdote; dagli scritti emerge soprattutto la forte relazione del giovane studente con la propria famiglia, come pure non viene mai meno il sentimento patrio che lo vede assumere e sostenere, sino alle estreme conseguenze, l’incarico di cappellano militare durante la Grande Guerra, non in posizione di retrovia, ma in prima linea, a fianco dei suoi soldati:
1880/1884: dieci lettere scritte da Santo Canova - papà di Don Giuseppe - ai familiari durante il servizio militare;
1904/1906: trentun lettere tra il giovane seminarista diocesano, i familiari e lo zio prete, Don Antonio Canova, allora curato di Oneta, straordinario riferimento spirituale e
modello di sacerdote per Don Giuseppe;
1907/1909: i cinquantotto testi di corrispondenza con familiari e confratelli mettono in luce, in modo particolare, l’addestramento militare e la disciplina in caserma, cui anche seminaristi, chierici e sacerdoti dovevano sottostare, oltre allo studio e alla vita in Seminario;
1910/1912: i ventisei brani documentano il periodo immediatamente precedente al sacerdozio - 25 luglio 1912 - e quindi le prime esperienze pastorali di Don Giuseppe, quale coadiutore nella parrocchia di Trescore Balneario;
1913/1915: sessantatrè testi epistolari intercorsi tra Don Giuseppe, i familiari e altri sacerdoti nel corso della sua prima attività pastorale a Trescore, sino alla fine del mese
di aprile 1915, quando il giovane prete è chiamato a prestare servizio, quale sergente di sanità, presso l’Infermeria Presidiaria Militare di Bergamo, prima di essere nominato, alla fine di maggio 1915, con lo scoppio delle ostilità, Tenente Cappellano del Battaglione Valcamonica del Quinto Reggimento Alpini.
La seconda parte, invece, strutturata nei tre capitoli centrali, che rappresentano il cuore dell’epistolario, raccontano la vita di Don Giuseppe nei territori dichiarati in stato di guerra, durante l’esercizio del ministero di cappellano militare: 1916 (centonovantotto capitoletti costituiti da missive e brani del diario personale vissuti tra la Frontiera Nord e l’Alto Isonzo, a Caporetto e sui monti Cukla e Rombon), 1917 (duecentoquarantacinque missive e pagine di diario scritte tra l’Alto Isonzo, l’Ortigara e il Grappa), 1918 (153
brani, tra lettere e diario, riferite agli ultimi mesi di vita di Don Giuseppe sul Tonale).
Il curatore dell’epistolario, Monsignor Ermenegildo Camozzi, ha organizzato il materiale documentale, consegnatogli da Monsignor Giambattista Ferrari, parente di Don Giuseppe Canova, in ordine cronologico, come si presenta quindi alla lettura in questo libro, alternando le lettere di Don Giuseppe alle molte altre scritte al cappellano da
familiari, soldati, confratelli,… e alle pagine del suo diario personale. Ciò consente di conoscere e confrontare facilmente informazioni e situazioni nel loro succedersi, giorno dopo giorno: il lettore viene così inconsapevolmente attratto dall’evoluzione degli eventi ed è come se venisse quasi risucchiato dentro la vita dei frangenti più drammatici di guerra sul Tonale, sul Grappa, sul Cukla e sul Rombon. Un robusto apparato di annotazioni a pie’ di pagina consente di referenziare le singole persone citate, circostanziare i luoghi, approfondire di volta in volta le principali azioni descritte dai protagonisti: sullo sfondo, sempre, il teatro della guerra. Un lavoro non indifferente, quello compiuto dal curatore, meticoloso, puntuale, rigorosamente compilatorio e descrittivo, che non si abbandona mai a vaghe dissertazioni, ma rimane sempre ancorato allo svolgimento dell’epistolario, come è nello stile di Monsignor Camozzi; egli, non dimentichiamolo, ha dovuto supplire anche alle molte lacune di uno straordinario giacimento epistolare che nei decenni scorsi è andato in parte perduto. Basti pensare che, dei venti quadernetti che componevano il diario di guerra di Don Giuseppe Canova, ne sono rimasti solo quattro; inoltre, nonostante il nostro cappellano avesse scattato molte fotografie, pochissime sono quelle a noi pervenute. A corredo delle oltre milletrecento pagine di quest’opera abbiamo quindi utilizzato materiale iconografico di diversa provenienza: ai documenti storici appartenenti al carteggio di Don Giuseppe Canova fanno seguito le immagini, per lo più recenti, ma relative agli ambienti alpini conosciuti e vissuti personalmente dal cappellano in guerra, appartenenti agli archivi del Centro Studi Valle Imagna e al Museo della Guerra Bianca di Temù. In apertura, quale preziosa introduzione, viene pubblicato per intero il contenuto del fascicoletto In memoria di Don Giuseppe Canova scritto nel 1920 da Don Vigilio Teani, con prefazione di Don Angelo Giuseppe Roncalli, per onorare e tramandare ai posteri la nobile figura del giovane prete di montagna; in postfazione, invece, vengono proposti due altrettanto preziosi contributi, che aiutano il lettore a meglio contestualizzare la figura del sacerdote e del soldato, come due facce della medesima medaglia, che convivono in Don Canova: Mario Fiorendi colloca il cappellano nel contesto ecclesiale generale e locale del suo tempo, mentre Walter Belotti, direttore del Museo della Guerra Bianca di Temù, ricostruisce la natura e le vicende principali che hanno caratterizzato l’attività del Battaglione Valcamonica del Quinto Reggimento Alpini, presso il quale Don Giuseppe Canova ha ininterrottamente operato dal mese di maggio 1915 sino al 13 giugno 1918, quando, sotto un violento bombardamento, un grosso calibro nemico scoppiò proprio sopra una postazione avanzata sul Monte Cady, dove il cappellano si trovava assieme i suoi alpini…
Antonio Carminati, Direttore del Centro Studi Valle Imagna

Pagine: 1338 (due volumi)
Luogo di edizione: Bergamo
Anno di edizione: 2016
Autore: Ermenegildo Camozzi