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CENTRO STUDI VALLE IMAGNA

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RACCOLTE - EDILIZIA RURALE

A fronte del rischio di perdita definitiva delle memorie storiche del territorio e del pubblico interesse per la loro conservazione e valorizzazione, il Centro Studi Valle Imagna, coerentemente con il proprio Statuto, ha realizzato un Sistema di gestione informatica del patrimonio culturale dell'edilizia tradizionale, attraverso il censimento delle architetture tradizionali, dei beni storico artistici e dei manufatti del mondo rurale. L'ambito culturale territoriale della Valle Imagna ha peculiarità forti per quanto riguarda la tradizione e l'architettura rurale. L'isolamento ai traffici principali e la povertà economica della Valle protrattisi fino agli anni '70 hanno consentito un'eccezionale permanenza dei modi di vita e di lavoro tradizionali, con le strutture insediative del passato fra le quali spiccano le "case-stalle di pietra" con i caratteristici tetti in piode a forte pendenza. Fenomeni contraddittori, quali lo spopolamento e la più recente spinta alla trasformazione e all'ammodernamento infrastrutturale ed edilizio, hanno già compromesso fortemente il patrimonio culturale imagnino. Il pericolo oggi è l'oblio completo, la cancellazione dei segni e la perdita di riconoscibilità e identità dell'uomo con la sua terra. L'iniziativa della creazione dell'archivio della cultura materiale promossa dal Centro Studi è estremamente importante per tutto il territorio della Valle, che non dispone ancora di un sistema di fondi archivistici unificati, né di un censimento del proprio patrimonio. La prima necessità è quella di razionalizzare i dati esistenti, la seconda quella di costituire un consistente archivio dei documenti materiali e immateriali; la terza esigenza che informa e caratterizza il modello è quella di dialogare con altri sistemi simili ai vari livelli.

Il Centro Studi infatti ricerca attivamente tutte le sinergie per poter implementare il patrimonio di conoscenze e poterlo offrire a tutte le istituzioni aventi fini analoghi. Grazie all'alto livello scientifico delle ricerche e dei prodotti culturali ha maturato in questi ultimi anni un sistematico rapporto di collaborazione che ha avuto i suoi frutti nel finanziamento diretto della realizzazione del sistema e delle prime campagne di rilevazione (Regione), e per la comunicazione dei risultati e delle ricerche collegate (Provincia). La realizzazione di un sistema tecnologicamente appropriato ha come obbiettivi quindi la possibilità di essere facilmente ampliato ovvero dotato di una struttura "aperta", integrato (dialogante) con gli altri sistemi informativi territoriali esistenti attraverso standards catalografici, in un processo comunicativo permanente degli argomenti. In una prima fase di rilevazione l'attività si è concentrata sul tipo edilizio delle stalle isolate e altri manufatti minori dell'edilizia rurale produttiva. L'analisi dei dati raccolti sul campione di trecento beni del primo catalogo ha trovato immediatamente riscontro nel volume Genti, contrade e soprannomi di Valle Imagna. La stala e la cà, già presentato nel settore delle attività editoriali di questo sito. Per ciascun bene censito è stata predisposta una facile scheda informatica di consultazione. Sono state utilizzate le schede "1A" per i beni immobili e le "OA" per i beni storico artistici (per i dipinti murali e gli oggetti d'arte), alle quali sono collegati gli elaborati grafici descrittivi delle località, gli stralci delle mappe catastali, le immagini fotografiche e gli altri documenti raccolti.

Con l'esperienza della prima campagna di catalogazione dell'edilizia diffusa, finalizzata allo studio della principale tipologia presente in valle (la stalla-fienile) si sono rilevati i fattori di rischio di perdita. Tali fattori con utile semplificazione si possono riassumere nel rischio di perdita dei beni per degrado dovuto ad incuria o abbandono e il rischio di perdita per ristrutturazione inadeguata. Il primo fenomeno è in atto dal secondo dopoguerra ed è parallelo al problema dello spopolamento e alla trasformazione-disfacimento degli ambiti tradizionali del lavoro contadino, della famiglia patriarcale, ecc. Il secondo e più preoccupante riguarda la nuova destinazione residenziale turistica che assumono i fabbricati rurali specialmente nei territori dotati di accessibilità carrale e con valenze panoramiche quali i pascoli a valle della catena del Monte Resegone nei territori amministrativi di Fuipiano e Brumano.

Fattore decisivo per la conservazione dei manufatti è il rispetto degli ambiti di localizzazione, cioè dei contesti naturali antropizzati (costituiti dai pascoli, dai campi terrazzati, dal bosco, dalle radure, dalle mulattiere, dalle strade antiche, dalle delimitazioni di confine, dai manufatti accessori). Fra questi spazi aperti e i beni tradizionali esiste un legame molto forte che garantisce la piena leggibilità e il senso degli uni rispetto agli altri. E' ancora molto bassa tuttavia la sensibilità alla conservazione o al riuso appropriato del contesto in quanto sentito come spazio neutro, vuoto, non significativo. Il bisogno urgente che emerge è quello di preservare dalla trasformazione non solo il bene individuo ma il sistema complesso e vulnerabile delle localizzazioni insediative tradizionali. Lo strumento del censimento ci sembra appropriato per approfondire lo studio e sollecitare il dibattito pubblico sui regolamenti e la corretta progettazione degli interventi edilizi di recupero e di ristrutturazione.